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14/10/2016

Il macro trend dell’estetica e il suo impatto nel dentale

Sotto l’influenza dei media e delle celebrities, gli interventi di chirurgia e medicina estetica stanno diventando sempre più socialmente accettabili tra i consumatori. La crescente attenzione all’immagine come specchio della propria identità è enfatizzata dal massiccio uso dei social network e dalla diffusa moda dei “selfie”, potenti driver per l’industria dell’estetica e nella definizione del “bello”.

La società moderna è caratterizzata dall’aumento della durata della vita e da un basso indice di natalità. Di conseguenza mutano stili di vita, abitudini e rapporti interpersonali, e la bocca e il sorriso assumono un ruolo fondamentale nelle relazioni sociali e nella costruzione della propria immagine ideale. Secondo una ricerca di qualche tempo fa dell’American Academy of Cosmetic Dentistry, quasi la totalità (99,7%) degli adulti americani ritiene che il sorriso sia una vera e propria risorsa nelle interazioni sociali e, in particolare, il 74% considera un sorriso poco attraente come un ostacolo al successo in ambito lavorativo.
L’attenzione alla bocca dal punto di vista estetico, al di là dei trattamenti curativi, diviene quindi un modo per piacere, aumentare la fiducia e realizzare se stessi: motivazioni che, come anticipato, derivano da un cambiamento del sistema valoriale.

In questo tipo di società, dove l’estetica assume un ruolo di rilievo, quella odontoiatrica acquisisce una potenzialità sempre maggiore a livello di scelta strategica di posizionamento dello studio e di gamma di servizi offerti, costituendo una leva di attrattività e di comunicazione. Oggi possiamo affermare che l’obiettivo estetico sia divenuto il driver trainante del settore: è ciò che i pazienti cercano. E gli studi dentistici, per crescere, dovranno adattarsi e rispondere a questa opportunità che, se trasformata in una offerta contestualizzata e comunicata, permetterà la differenziazione tra gli studi e ne supporterà lo sviluppo. Considerando il ruolo odierno della bocca, dal punto di vista psicologico e sociale, nonché la domanda tesa al soddisfacimento di desideri e non solo alla cura di patologie, l’attività odontoiatrica a carattere estetico richiede una particolare riflessione in campo etico. Se in passato l’estetica aveva un minor rilievo sociale e non era direttamente collegata al concetto di cura, oggi la salute viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale che non consiste soltanto nell’assenza di malattie ed infermità”; in questo senso, il sincero desiderio di risolvere le esigenze del paziente è alla base del successo dell’odontoiatra che si orienta all’estetica.

Oggi essa entra nello studio odontoiatrico in vari casi: trattamenti tradizionali che risolvono anche esigenze estetiche, utilizzo di metodi e tecniche che riducono gli inestetismi durante i trattamenti, piccoli interventi di medicina estetica sul terzo inferiore, trattamenti di estetica professionale (radiofrequenza, ecc.).
Se consideriamo però le prestazioni odontoiatriche tese esclusivamente all’estetica, in cui non vi sia una reale necessità funzionale e il dentista che si trovi a dover soddisfare tale esigenza soggettiva, è evidente che la relazione medico/paziente muta radicalmente: il rapporto fiduciario alla base dell’odontoiatria “tradizionale” diviene più contrattuale e il rischio di un conflitto di interesse aumenta.
Di fronte a questo tipo di esigenze, a differenza di un trattamento clinico dove si cura una patologia e i risultati sono oggettivi, la percezione stessa del risultato diviene soggettiva e può dare vita a maggiori contenziosi: l’intervento estetico, che nell’immaginario del cliente prevede un miglioramento del proprio aspetto, dipende da canoni personali e non da regole e parametri prestabiliti ed oggettivi, e può quindi generare gravi forme di disagio e insoddisfazione nei confronti del medico.

Quando la ragione del paziente è quindi di pura natura estetica, nella proposta di trattamenti estetici, l’odontoiatra deve essere in grado di comprendere la delicatezza della relazione con il paziente e i meccanismi psicologici che la regolano, in un giusto equilibrio tra ricavi e senso etico. Altrimenti il rischio è di essere vissuto come un mero fornitore di servizi. In questo contesto la professionalità, il senso critico, la comunicazione, l’empatia e la capacità di creare relazioni interpersonali, devono diventare elementi caratterizzanti l’operato del dentista e del suo team.

Fonte: Dental Trubune Italia


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